Il 15 Settembre l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con un Comunicato Stampa ha fatto sapere di aver irrogato a Poste Italiane S.p.A. una sanzione dell’ammontare di 5 milioni di euro, sanzione massima finora prevista dalla legge, in risposta ad alcune pratiche commerciali scorrette che la società avrebbe posto in essere a danno dei consumatori. In particolar modo a Poste Italiane vengono contestati disservizi e ritardi nel recapito delle raccomandate e nel servizio di ritiro digitale delle stesse. L’AGCM, su segnalazione dei consumatori scontenti del servizio reso, a seguito di attente verifiche ha ritenuto Poste Italiane responsabile di condotte commerciali poste in violazione del codice del consumo, consistenti in attività di pubblicità e promozione ingannevoli e incomplete circa le caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e di ritiro digitale delle medesime. È stato infatti accertato che il servizio di recapito e consegna delle raccomandate non sempre avviene nel rispetto delle tempistiche pubblicizzate e delle modalità previste dalla legge. Si è rilevato che spesso gli operatori di Poste Italiane hanno fatto ricorso al deposito di avviso di giacenza della raccomandata anche nei casi in cui sarebbe stato possibile consegnarla a mano al destinatario, arrecando così maggior danno a quest’ultimo e costringendolo talvolta a lunghe attese per il ritiro presso gli uffici postali. A ciò si aggiungono i tanti reclami avanzati dai consumatori circa la mancata ricezione della ricevuta di ritorno per le raccomandate inviate, nonché la mancata ricezione di atti e notifiche. Per concludere, ma non meno importante, risulta essere la problematica relativa alla consegna tardiva di bollette e cartelle recanti termini di pagamento ormai scaduti. Da ciò emerge dunque che la mancata o tardiva consegna delle raccomandate agli utenti provocherebbe non solo danni in termini di tempo e denaro per i singoli consumatori ma anche «gravi danni al sistema di giustizia del Paese per i ritardi dovuti ad errate notifiche nell'espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia». Per quanto riguarda invece il ritiro digitale delle raccomandate, l’AGCM ha riscontrato omissioni informative nei messaggi pubblicitari finalizzati alla promozione del servizio, nello specifico si ritiene che Poste non abbia chiarito che tale servizio può essere utilizzato esclusivamente per gli invii originati digitalmente. Dal canto suo Poste Italiane ha risposto all’AGCM con una nota ufficiale nella quale respinge tutte le accuse ritenute prive di fondamento e annuncia ricorso al Tribunale Amministrativo della Regione Lazio per far luce sulla vicenda.