Agli inizi di luglio l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito delle molteplici segnalazioni dei consumatori stremati dalle continue cancellazioni dei voli attuate dai vettori aerei, ha dato avvio a due procedimenti istruttori e due sub-procedimenti cautelari nei confronti della compagnia nostrana Alitalia e di quella low cost spagnola Volotea. Sotto la lente di ingrandimento dell’Antitrust innanzitutto è confluita la pratica, oramai diffusa, consistente nella vendita di biglietti per voli che sono stati successivamente cancellati adottando come causale l’epidemia da Covid-19, sebbene si riferissero a servizi da svolgersi in periodi e per destinazioni non soggette a restrizioni governative alla circolazione. Le due compagnie in questione sono state inoltre accusate di aver offerto, come ristoro per la cancellazione del volo, esclusivamente l’erogazione di un voucher e non anche, in alternativa, il rimborso del prezzo del biglietto già pagato dal consumatore come previsto invece dalla normativa comunitaria sui diritti dei passeggeri. In secondo luogo l’Antitrust ha accusato le suddette compagnie aeree di non aver fornito ai passeggeri adeguate informazioni circa i diritti loro spettanti in caso di cancellazione dei voli, rilevando nel contempo una carenza nel servizio di assistenza e nei canali di comunicazione messi a disposizione. Alitalia, messa alle strette dall’Antitrust, ha provveduto a fare un’inversione di rotta: si è assunta l’impegno di rimborsare agli utenti che ne faranno richiesta il prezzo dei biglietti relativi ai voli che si sarebbero dovuti svolgere dal 3 Giugno in poi. A tale data è riconducibile l’allentamento delle restrizioni alla mobilità previsto dai provvedimenti governativi, a cui ha poi fatto seguito l’intervento dell’Enac che, su pressione dell’Unione Europea, ha contestato le norme sui voucher e invitato le compagnie aeree ad attuare il regolamento europeo offrendo ai passeggeri dei voli cancellati il rimborso del prezzo pagato. Alitalia ha inoltre provveduto a rafforzare e rendere maggiormente accessibili ai consumatori i canali di comunicazione e le misure di assistenza, al fine di scongiurare lunghe attese nel tentativo di mettersi in contatto con il call center della compagnia. Così come indicato nel sito ufficiale Alitalia alla sezione “INFORMAZIONI IMPORTANTI PER I PASSEGGERI”, la compagnia aerea ha previsto che per tutti i voli cancellati a decorrere dal 3 Giugno 2020 i passeggeri oltre a poter richiedere la modifica o il cambio della prenotazione laddove possibile ed entro termini prestabiliti, potranno richiedere il rimborso del biglietto acquistato o del valore residuo. Tale richiesta può essere effettuata attraverso una procedura automatica predisposta dalla compagnia e verrà presa in carico e definita il prima possibile in conformità al Reg. CE 261/2004. Resta pur sempre ferma la possibilità di richiedere, in alternativa al rimborso, l’erogazione di un voucher con una maggiorazione del valore del biglietto acquistato (15€ se il volo cancellato era nazionale o internazionale di medio raggio; 60€ se il volo cancellato era intercontinentale di lungo raggio). Analoghi provvedimenti pare aver adottato anche Volotea, che ha fatto sapere di aver rafforzato il suo servizio di assistenza clienti, sebbene al momento non si abbiano ancora informazioni dettagliate sulle procedure di rimborso. A fronte di ciò l’Antitrust con una nota ufficiale ha deciso di non adottare alcuna misura cautelare nei confronti di Alitalia e Volotea a conclusione dei due sub-procedimenti avviati. L’Autorità Garante ha fatto sapere che «le compagnie hanno limitato l’utilizzo della causale per la pandemia Covid ai soli casi in cui non è oggettivamente possibile operare il volo a causa di restrizioni ai trasferimenti di persone. Inoltre i vettori hanno previsto la possibilità di richiedere il rimborso pecuniario attraverso una procedura automatica e con tempi certi. Dunque viene lasciata al consumatore l’eventuale scelta di ricevere un voucher, peraltro maggiorato. Nel frattempo proseguono però le indagini volte ad accertare se entrambe le compagnie abbiano o meno fatto ricorso a pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori.