Il 14 luglio 2020, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato un Dpcm che proroga al 31 luglio 2020 le misure del decreto del 11 giugno 2020. Sono inoltre confermate e restano in vigore, sino a tale data, le disposizioni contenute nelle ordinanze del Ministro della salute 30 giugno 2020 e 9 luglio 2020. Il Decreto è composto da un articolo, l’Allegato 1 (Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative della Conferenza delle Regioni e delle province autonome del 14 luglio 2020), l’Allegato 2 (Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid19 in materia di trasporto pubblico) e un Allegato tecnico (singole modalità di trasporto). È possibile accedere ai parchi, ville e giardini pubblici, a patto che venga rispettato il divieto di assembramenti e venga garantita la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; i bambini possono giocare all’aperto, purché in sicurezza. L’attività sportiva e quella motoria possono essere fatte all’aperto, purché venga rispettata la distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri. I ristoratori devono garantire la distanza di un metro tra i tavoli, ingressi e uscite differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo e la sanificazione. Gli auditorium, i cinema e i teatri devono avere i posti preassegnati e distanziati di almeno un metro: gli spettatori possono essere massimo 1000 negli spettacoli, 200 in quelli al chiuso. Negli stabilimenti balneari e nelle spiagge libere la distanza tra gli ombrelloni deve essere di almeno 10 metri quadri. Il Dpcm elimina la precedente disposizione che vietava di portare a bordo dell’aereo i trolley: le valigie potranno essere portate a bordo, ma in caso di sovraffollamento dell’aereo, la compagnia potrà decidere quale tipo di bagaglio dovrà essere imbarcato in stiva. Gli indumenti, che non vengono indossati dai passeggeri, dovranno essere custoditi in bustine sterilizzare messe a disposizione dal gestore. Sui treni rimane l’obbligo di sedere sui sedili alternati e va garantito un ricambio continuo del sistema di aerazione. Il Dpcm prevedeva, inizialmente, il divieto di ingresso e di transito da 13 paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia, Moldova, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana. Il 16 luglio Roberto Speranza, il Ministro della Salute ha dichiarato lo stop ai collegamenti con l’Italia da/per questi altri 3 Paesi: Kosovo, Montenegro e Serbia. Le Regioni, in relazione all’andamento dell’epidemia nei loro territori, possono stabilire una diversa data della ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.