L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) il 22 Giugno 2020 con una nota ufficiale ha fatto sapere di aver avviato le istruttorie che potrebbero portare all’erogazione di sanzioni nei confronti di alcune compagnie aeree, per il mancato rispetto del Regolamento comunitario che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazione, overbooking e mancata informativa. In particolar modo si ritiene che le compagnie aeree stiano continuando a cancellare i voli facendo appello alla situazione di emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19, limitandosi così ad offrire ai passeggeri come unico ristoro l’emissione di un voucher e non il rimborso del prezzo pagato, come generalmente previsto dalla normativa comunitaria. Infatti sebbene il Decreto Cura Italia convertito successivamente in legge (L. 24 aprile 2020 n. 27) all’art. 88 bis consenta alle compagnie aeree fino al 30 Settembre 2020 l’emissione di un voucher al posto del rimborso del biglietto in caso di cancellazione del volo per cause riconducibili all’emergenza Covid-19, ciò non legittima i vettori ad approfittarsi di una simile situazione a discapito degli utenti. Il 18 giugno l’ENAC, a seguito di una serie di segnalazioni pervenute dagli utenti esasperati, ha richiamato i vettori aerei operanti in Italia invitandoli a conformarsi alla normativa comunitaria in materia di tutela dei diritti dei passeggeri, specie nelle ipotesi di cancellazione dei voli. Il Regolamento comunitario n. 261 del 2004 prevede che la compagnia aerea in caso di cancellazione del volo per cause non collegate all’emergenza Coronavirus debba garantire ai passeggeri l’informativa, la riprotezione su un altro volo laddove possibile o in alternativa il rimborso del biglietto pagato (non l’emissione di un voucher), eventualmente maggiorato (compensazione) qualora non venga rispettato il preavviso di 14 giorni. Tuttavia dai primi riscontri sarebbe emerso che alcune compagnie aeree persistano a cancellare i voli adducendo come causale l’emergenza Covid-19 e riconoscendo ai passeggeri esclusivamente l’emissione di un voucher. Poiché dal 3 giugno sono venute meno le restrizioni poste alla circolazione delle persone fisiche nel territorio nazionale e nell’area europea, Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, tutte le cancellazioni effettuate a partire da tale data sembrerebbero rispondere a scelte commerciali e imprenditoriali operate dai vettori piuttosto che a impedimenti riconducibili alla pandemia, eccezion fatta per alcuni casi specifici. Per tutte queste ragioni l’Autorità che regola il trasporto aereo civile ha ritenuto opportuno prendere una posizione netta avviando delle indagini che, in caso di comprovata violazione del Regolamento comunitario di riferimento, potrebbero condurre a sanzionare quelle compagnie ritenute responsabili dell’applicazione di pratiche commerciali poste a danno degli utenti e per nulla giustificate dall’emergenza sanitaria.