Contraffazione del vino, bicchieri di vino

In Italia il settore vinicolo è uno dei più colpiti dai danni della contraffazione.  E se in passato le frodi hanno riguardato lo Champagne di marchi importanti come Cristal, Dom Perignon, Moet & Chandon, le cui bottiglie originali sono state riempite con spumante di scarsa qualità, è di solo qualche settimana fa la sventata frode ai danni di uno dei più importanti vini italiani: una banda ben organizzata produceva le bottiglie in Turchia, le etichette e i tappi in Bulgaria, e assemblava il tutto in Italia. 

Le imitazioni delle eccellenze sono all’ordine del giorno e diventa sempre più difficile ostacolarne la circolazione in quanto  i furbetti si dotano di strumenti sempre più avanzati e non sempre innocui per la salute del consumatore. 

Possiamo distinguere due tipologie di frode: la contraffazione e la sofisticazione del vino. 

Vediamole nel dettaglio.

Si parla di contraffazione quando del vino di minor valore viene spacciato per altro, spesso all’interno di bottiglie autentiche acquistate vuote sul mercato dagli stessi truffatori. 

Attraverso la sofisticazione, invece, viene aggiunto al vino il metanolo (alcol metilico o spirito di legno) per aumentare il grado alcolico lasciando inalterata l’apparenza originaria. L’assunzione del metanolo non è però priva di effetti collaterali dannosi per la salute del consumatore in quanto potrebbe causargli l’avvelenamento portandolo fino alla morte. 

Come possiamo riconoscere un vino falso? 

Sicuramente lo strano sapore e una gran cefalea dopo pochi bicchieri causate dalle sostanze aggiunte sono i primissimi campanelli d allarme! 

Diffidare da racconti straordinari di vini rari, vini vegani dai quali siam ben lontani dalla produzione e prezzi  straordinariamente bassi per vini di alta qualità. 

Valutare attentamente i sedimenti (in un vecchio vino rosso non possono essere assenti), la colorazione del tappo (i vini chiusi da tanto tempo hanno una macchia profonda), l’invecchiamento dell’etichetta (la carta si ossida in modo uniforme) , la qualità della stampa, l’ortografia e i colori.

Secondo lo studio condotto da Euipo, il fenomeno della falsificazione del vino costa alle imprese dell’Ue circa 2,3 miliardi di vendite perdute all’anno, con costi importanti sia in termini di posti di lavoro che di danno all’immagine dell’azienda colpita, senza dimenticare le tasse evase dalle casse degli Stati.

Prestiamo attenzione!