Luce, acqua e gas: via libera alla prescrizione biennale delle maxibollette

Buone notizie sul fronte maxi-bollette per tutti i consumatori: a partire dal 1° marzo 2018 si applicherà a tutte le bollette della luce il regime della prescrizione biennale.
Infatti, qualora i fornitori di energia non abbiano emesso alcuna fattura o sia stato fatturato un importo relativo a un periodo superiore a due anni, i consumatori potranno pagare unicamente gli importi dovuti nell’ultimo biennio.
Un caso particolare riguarda l’ipotesi in cui l’operatore, pur avendo già rilevato le letture dei consumi, non proceda tempestivamente all’invio della fattura a carico del cliente. Infatti, qualora i consumi si riferiscano a un periodo eccedente i due anni, Arera chiarisce che “il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l'Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest'ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l'accertamento di una violazione”.
Si tratta di una misura voluta dalla legge di bilancio 2018, a cui la Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha deciso di dar seguito mediante l’approvazione di una delibera dello scorso 23 febbraio, che certamente farà tirare un sospiro di sollievo a tante famiglie e piccole imprese.
Di conseguenza, per tutte le bollette emesse dal 1° marzo in poi, i fornitori di energia elettrica saranno tenuti ad informare i propri clienti di questa novità almeno 10 giorni prima rispetto al termine fissato per il pagamento delle stesse fatture.
Quale calcolo verrà utilizzato per capire se si può eccepire la prescrizione biennale?
Il computo dei due anni va calcolato a partire dal momento in cui i venditori sono tenuti all’emissione della fattura, cioè entro 45 giorni dall'ultimo giorno fatturato.
Ma le buone notizie non finiscono qui: contestualmente alla nuova delibera, Arera ha anche dato avvio ad una procedura che si dovrà concludere entro l’anno e che si pone l’obiettivo di introdurre altre novità a tutela del consumatore.
Seguiranno la stessa sorte anche le bollette relative alla fornitura di acqua (aventi scadenza successiva al 1° gennaio 2020) e quelle aventi ad oggetto la fornitura di gas (con scadenza successiva al 1° gennaio 2019).

Per visionare la delibera dell’autorità di settore, è possibile scaricarne il contenuto attraverso il sito Arera.it.

Valentina Milia

TRUFFE E-COMMERCE

L’e-commerce, commercio elettronico, è diventato da parecchi anni una realtà sempre più utilizzata per fare acquisti attraverso internet da diversi siti che mettono in contatto venditore e compratore.
Aumentano nel mondo gli acquisti on line, ma contemporaneamente aumentano anche le frodi, che si concentrano oramai in giorni e fasce orarie in cui molte persone non fanno acquisti. Ad esempio, nel 2016 oltre 1,61 miliardi di persone in tutto il mondo ha acquistato on line. E alcune proiezioni recenti suggeriscono che la spesa online aumenterà entro il 2020. Parallelamente, anche le frodi online sono in aumento.
Uno degli illeciti più frequenti è il caso della tardiva (o persino mancata) spedizione dei beni acquistati. Molti siti dicono che il prodotto è pronto alla consegna, quando invece lo devono ancora procurare. Aspettano di avere numerosi pre-ordini per spuntare un prezzo più basso di acquisto. Nel frattempo l’utente paga, si prenota ma dopo un anno e mezzo, ad esempio, non ha ricevuto nulla (perché magari l’azienda non ha ancora raggiunto un numero minimo di pre-ordini). Pur facendo richiesta di rimborso non ottiene risposta. Ciò nonostante i diritti degli utenti sono chiari: “il sito deve rispettare i tempi di consegna dichiarati; e se non li dichiara, devono essere massimo 30 giorni, per legge”.
Un altro illecito frequente sono i vari trucchi con cui i siti cercano di evitare il diritto di recesso. L’utente ha la possibilità di restituire un prodotto comprato online, entro 14 giorni dalla consegna, e avere il rimborso dell’acquisto. La però legge prevede alcune eccezioni a questo diritto, per esempio per beni digitali (una canzone) e per quelli che l’utente ha molto personalizzato (una cucina, richiesta con specifiche misure). molti siti sfruttano queste eccezioni in modo illecito. Alcuni per esempio fanno ricadere la scelta del colore di un divano nell’ambito delle personalizzazioni.
La maggior parte dei negozi online truffaldini si distingue da quelli “reali” per il fatto che richiedano pagamenti solo ed esclusivamente con carta di credito. Dunque bisognerebbe diffidare da questi.
Altri metodi per tutelarsi dalle truffe è quella di controllare l’indirizzo dell’azienda in cui si ordina; controllare i dettagli della transazione e le modalità di consegna, è importante scegliere sempre una spedizione tracciabile e assicurata; è opportuno anche controllare le recensioni relative sia al prodotto che al negozio. Bisogna però prestare attenzione anche alle recensioni false, quelle scritte dai venditori per invitare gli utenti agli acquisti. Spesso sono poco articolate, il recensore falso scrive solitamente “Ottimo!” o “Perfetto” e dà il massimo del punteggio al venditore.


Elisabetta Fenu

Nuova normativa privacy 2018

A breve sarà obbligatorio adeguarsi alle nuove direttive dell' unione Europea per quanto riguarda la privacy. Ma da quando?

Il nuovo regolamento è già in vigore dal 25 maggio. Il nuovo regolamento riguarda la protezione dei dati personali delle persone fisiche e della loro circolazione. Coloro che si ritrovano a maneggiare dati personali, come società di telefonia, pubbliche amministrazioni, aziende di vario tipo, dovranno far sottoscrivere ai propri utenti un contratto in cui sono contenuti i loro dati personali.

I cambiamenti riguardano una maggiore sicurezza nel trattare i dati e quindi più responsabilità da parte di queste aziende, stabilendo nuovi criteri e sanzioni più rigorose in caso di inadempimenti, ovvero violazione di questi dati personali.

Il regolamento andrà a sostituire il codice della privacy che andrà ad introdurre una legislazione in materia di privacy uniforme e valida in tutta l' unione Europea.

La nuova normativa contiene cambiamenti per quanto riguarda un solido cambiamento della protezione del diritto di riservatezza delle persone fisiche, prevederà l' introduzione di un nuovo concetto, quello della scadenza dei dati, quindi nel momento in cui una pubblica amministrazione o azienda entra in possesso dei nostri dati, questi non rimarranno a loro per sempre.

Inoltre dovrà essere specificato quale dato sensibile verrà usato e per cosa, altrimenti risulterà un atto illecito.

Lo scopo della normativa in fine è quella di garantire l'utilizzo di questi dati mediante il consenso, garantire una certa programmazione e cioè certificare la modalità di trattamento dei dati, e soprattutto dare protezione di questi.

Ma non temete, verrà data la possibilità di revocare in ogni momento il consenso, e grazie al "data breach" la possibilità di comunicare eventuali violazioni del trattamento dei dati al Garante nazionale.

 

Viola Coa

PENSIONE DI GARANZIA PER I GIOVANI

Il Pension Adequacy Report 2018 con cui la Commissione Europea ha analizzato, tra gli altri, il sistema previdenziale italiano ha confermato che in futuro gli importi delle pensioni saranno sempre più basse.
Appare chiara quindi, la necessità di introdurre una pensione di garanza in Italia.

Con il sistema retributivo, qualora l’assegno pensionistico sia al di sotto del trattamento minimo, il pensionato può avere diritto ad una integrazione. Per il 2018 il trattamento minimo è fissato in 507,42€, che viene riconosciuto in misura intera per coloro che hanno un reddito inferiore a 6.596,46€ (se pensionato solo) o 19.789,38€ (se coniugato). Per cui, se per esempio, un lavoratore con i contributi versati matura una pensione di 400€, lo Stato interviene e versa la differenza di 107,42€.

Il passaggio al sistema contributivo ha rivoluzionato i criteri per il calcolo delle pensioni.
Con questo sistema, la pensione viene determinata in base ai contributi effettivamente maturati. Per definire l’importo, il montante contributivo del lavoratore viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione indicato ogni tre anni dall’INPS. Maggiore sarà il montante contributivo e più alto sarà l’importo della pensione. 
Quindi per avere una pensione soddisfacente bisognerà avere una carriera lavorativa piuttosto omogenea e aver percepito un buono stipendio; questo rappresenta un problema a causa della precaria e difficile situazione lavorativa in cui vivono i giovani d’oggi.
È per questo che risulta fondamentale individuare una soluzione a tale problema.
Il primo passo della nuova riforma delle pensioni, quindi, sarà di introdurre una pensione minima di garanzia anche per coloro che hanno l’assegno interamente calcolato con il sistema contributivo, ossia per chi non ha maturato contributi prima del 1996. La pensione di garanzia rappresenta quindi, l’estensione dell’integrazione al minimo anche per le pensioni calcolate con sistema contributivo.

La pensione contributiva di garanzia, legata agli anni di contributi e all’età di uscita, ha l’obiettivo di garantire l’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori (o comunque per gli assunti dal 1996) con redditi bassi e discontinui, a carico della fiscalità generale. Un’integrazione al minimo come avviene per il retribuitivo, e l’ipotesi sarebbe quella di 650 euro mensili per chi ha 20 anni di contributi, che possono aumentare di 30 euro al mese per ogni anno in più fino a un massimo di mille euro.
Naturalmente - così come per l’integrativo al minimo - anche per la pensione di garanzia verrebbero fissati dei limiti di reddito oltre i quali questa non sarà riconosciuta.
Occorre precisare che questo progetto è stato accantonato e ora spetta al prossimo Governo decidere se attuarlo o se farlo applicando delle modifiche.

 

Dorothy Moira Porcu

Abbanoa, conguagli regolatori non dovuti: Il Giudice di Pace accoglie le richieste di Federconsumatori

Con due importanti e recenti Sentenze, la prima del 04 aprile 2018 e la seconda del 20 aprile 2018, il Giudice di Pace di Cagliari, Dott. V. Abate, ha deciso che i "conguagli regolatori" richiesti da Abbanoa non sono dovuti.
Il Giudice ha infatti rigettato l'eccezione preliminare e pregiudiziale di difetto di giurisdizione del Giudice Ordinario sollevata da Abbanoa ed ha accolto integralmente le domande presentate dagli utenti, difesi e reppresentati dagli Avv. Massimiliano Murgia e Romina Tore, volte a far dichiarare l'illegittimità della pretesa e la non debenza delle somme pretese da Abbanoa.
E' stata riconosciuta l’illegittimità dell’introduzione di una tariffa integrativa correlata a consumi già effettuati negli anni precedenti sulla base di una valutazione delle passività risultanti dagli anni passati, sia per la violazione del principio di irretroattività degli atti amministrativi, derogabile solo per legge; sia per la violazione dei principi posti a fondamento del rapporto negoziale, e in particolare del principio di affidamento e della regola della buona fede nell’esecuzione del contratto, nella misura in cui Abbanoa ha posto in essere una modifica unilaterale del corrispettivo pattuito o comunque previsto al momento della somministrazione con riferimento a forniture già effettuate.
Fondata è stata ritenuta altresì l'eccezione di intervenuta prescrizione del diritto di credito avverso sollevata dagli attori.
Sono attualmente pendenti, nanti l'autorità giudiziaria, nei confronti di Abbanoa, diversi altri procedimenti, prossimi alla definizione, anch'essi promossi nell'interessi dei consumatori-utenti, volti a far dichiarare l'illegittimità dei "conguagli regolatori" richiesti da Abbanoa.
Le predette pronunce confermano la tesi sostenuta da sempre dalla nostra associazione che ha seguito e difeso gli stessi utenti nella fase stragiudiziale delle vertenze poi approdate nanti l'Autorità Giudiziaria.

 

Federconsumatori Sardegna

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