A San Vito si vuole far pagare la Tarsu del 2008

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I contribuenti Sanvitesi vivono da quasi un anno un dilemma. Hanno ricevuto infatti a maggio scorso l’ennesimo avviso di pagamento concernente i tributi locali. Non solo hanno dovuto pagare la TARES 2013 “ ricevuta nei primi mesi dell’anno scorso,  ma hanno ricevuto anche la Tarsu relativa  al 2008.

<p"> <p">Da subito molti contribuenti   avevano  capito  che l’avviso  della Tarsu era  palesemente  decaduto perché fuori termine. Cosa significa questo? Il Comune ha perso il diritto di chiederne il pagamento sulla base  dell’art.1  comma 163 L. n. 296/2006:  “nel caso di riscossione coattiva  dei tributi locali il relativo titolo esecutivo  deve essere notificato al  contribuente , a pena di decadenza , entro il 31 dicembre  del terzo anno successivo  a quello in cui l’accertamento è divenuto esecutivo” . <p">

 

<p">In cosa consiste la decadenza?  Consiste nell’onere di un determinato comportamento il cui compimento è condicio sine qua non per l’esercizio di un diritto. Siccome la tutela del contribuente passa anche attraverso l’accertamento sul tributo: se sia o non sia dovuto, il nostro non è un incitamento a una rivolta fiscale, ma una presa di coscienza che ribadisce con forza che l’utente non può farsi carico degli errori commessi dalle amministratori. <p">

 

Per Federconsumatori Cagliari: “É inaccettabile che i cittadini restino soggetti ai capricci di chi male amministra gli enti locali. Inerti per anni e poi improvvisamente zelanti nella gestione delle entrate. I sanvitesi, per colpa esclusiva dei loro amministratori, si sono visti addebitare nell'arco di pochi mesi i tributi di tre anni. Prima del ricorso abbiamo attivato una procedura stragiudiziale che avrebbe consentito a tutti di risolvere senza sovracosti. L'amministrazione ha preferito non cogliere l'occasione costringendo i sanvitesi al ricorso tributario. Stiamo notificando in questi giorni un centinaio di procedure”.  <p">

 

<p">In più va precisato che come si legge nel ricorso :“un'ampia molteplicità di contribuenti di San Vito, hanno ritenuto di adottare tutti gli strumenti possibili per evitare di intraprendere le vie giudiziarie. <p">Le ragioni sono molteplici, prima fra tutte la considerazione che ogni aggravio di costi per l'Amministrazione, comunque, va a riflettersi, seppure indirettamente, sui cittadini che ivi risiedono. Ciò attraverso una conseguente  diminuzione dei servizi o, viceversa, un aumento dei tributi.   <p">Il Comune di San Vito non ha ritenuto di voler cogliere l'opportunità di definire bonariamente e senza aggravi di costi la controversia, ignorando la richiesta dei cittadini e rifiutando qualunque forma di contraddittorio con il contribuente. I <p"> <p">l Comune di San Vito ha costretto le famigle ad adire la via giudiziaria, rifiutando qualsiasi confronto". 

Da ricordare che in ogni caso, nulla può essere preteso in quanto ormai decorso il termine di prescrizione del tributo senza che da parte dell'Ente impositore siano stati notificati atti interruttivi. <p">In tema di riscossione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani,  il termine di prescrizione è di cinque anni, ai sensi dell'art. 2948, n. 4, c.c.. <p">L’anno di tassazione è il 2008 e, pertanto, non avendo parte ricorrente mai ricevuto altra costituzione in mora il diritto deve ritenersi prescritto.

 

Le pluriclassi vanno abolite

 

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La Giunta regionale guidata dal professor Pigliaru ha deciso che  dal prossimo anno scolastico ben 29 pluriclassi sulle 169 censite in Sardegna verranno cancellate.  Si tratta di un piano di  dimensionamento scolastico che vedrà la scomparsa dall'Isola dell’1,8 % delle 1580 classi sarde.  Secondo l'assessore all'Istruzione Claudia Firino “le pluriclassi composte di 20 studenti dai 6 ai 14 anni non hanno garantito e mai potranno garantire un minino di qualità nell’istruzione”. Secondo quanto ribadito dalla Giunta si tratta non di un taglio alla cieca ma di una scelta consapevole, che vuole garantire a 620 alunni di 22 scuole elementari e 7 delle Medie una più alta qualità nell’istruzione.

<p">Quali sono le scuole coinvolte nel dimensionamento? Le 22 scuole primarie che saranno chiuse sono: Belvì, Torpè, Martis, Tergu, Santa Maria Coghinas, Padria, Cossoine, Codrangianos, Erula, Nugheddu San Nicolò, Chilivani, Siligo, Segariu, Piscinas, San Nicolò Gerrei, Gesico, Morgongiori, Siamaggiore, Tramatzza, Flussio, Osini e Bassacutena. Sono state invece le scuole Medie: Torpè, Codrongianos, Santa Maria Coghinas, Villanovafranca, Ballao, Esterzili e Osini.</p><p> <p">Cosa sono le pluriclassi? Si tratta di quelle classi in cui bambini e ragazzi iscritti a classi scolastiche diverse, dalla prima elementare fino alla seconda media, studiano nella stessa aula. Questo è accaduto e accade ancora in quelle realtà dove  altrimenti quell’istituto sarebbe stato chiuso per mancanza di alunni.</p><p> <p">Quanti chilometri dovranno fare i bambini per raggiungere la scuola a loro assegnata? Il trasferimento più lontano sarà di 12 chilometri, il più breve  di cinque chilometri.</p><p> <p">Come raggiungeranno le loro aule? La Regione ha già finanziato l’acquisto di 40 scuolabus e investirà.</p><p> <p">Questa decisione non accentuerà  lo spopolamento dei piccoli comuni? L’assessore agli Enti locali, Cristiano Erriu ha detto “se vogliamo evitare lo spopolamento, dobbiamo aggregare i servizi e non pensare più al municipio ma a un insieme di Comuni che lavorano assieme”.</p><p> <p">Quale è la posizione di Federconsumatori? Nel bilanciamento tra gli interessi delle famiglie, che negli spostamenti dei loro figli, potrebbero incontrare delle difficoltà, e la qualità dell'istruzione degli studenti, noi, dopo l'assicurazione che la regione ha già finanziato l’acquisto di 40 scuolabus, scegliamo quest'ultima. Secondo noi, infatti, le pluriclassi non permettono di svolgere in maniera esauriente il programma ministeriale e di poterlo seguire assieme a loro coetanei, in modo da potersi meglio confrontare durante il percorso di studio. Non solo, crediamo anche che la scuola debba garantire una corretta crescita e socializzazione dei ragazzi che hanno dunque la necessità di poter instaurare rapporti con compagni della stessa età.  Ecco perché sarebbe opportuno cercare di evitare il più possibile le pluriclassi; sempre invitando la Regione a fare il possibile per non causare troppe difficoltà alle famiglie che non devono scegliere di trasferirsi e lasciare il loro comune a causa della chiusura di queste scuole. </p><p> 

Abbanoa, la Regione Sardegna chiede un prestito per evitare conguaglio: Federconsumatori contesta

 

 

"Abbanoa, la Regione Sardegna chiede un prestito per evitare conguaglio": Federconsumatori contesta la decisione.

 

Dalle notizie apparse sui giornali, parrebbe che la Regione Sardegna abbia chiesto un “prestito”, per evitare che Abbanoa chieda ai cittadini il pagamento in un'unica soluzione degli importi riconosciuti dall'Autorità Garante per l'Energia a titolo di conguaglio, quale adeguamento tariffario per la copertura dei costi operativi di gestione del servizio idrico.

Facendo seguito a quanto pubblicato dalle testate giornalistiche regionali, Federconsumatori della Sardegna, riservandosi ogni migliore valutazione all'esito dell'esame dei documenti ufficiali, rilascia il seguente comunicato.

 

Il conguaglio sorge dalla necessità avanzata da Abbanoa di dover far fronte alla copertura dei "costi operativi".

L'Autorità Garante per l'Energia ha ritenuto congrui i conti gestionali rappresentati dal gestore e disposto in merito al conguaglio richiesto, senza che nella decisione siano state coinvolte le associazioni a tutela del consumatore.

Gli utenti, quali destinatari finali del provvedimento, avrebbero dovuto essere messi in condizione di intervenire nel relativo procedimento e valutare la legittimità della pretesa.

Preme evidenziare che se anche in parte l'elevato costo di esercizio fosse dovuto ad eventuali sprechi o spese eccessive causate, eventualmente, in ipotesi, da una gestione non ottimale dell'azienda, tali costi non potrebbero in alcun caso essere riversati sugli ignari consumatori ma su chi li ha, colpevolmente, provocati.

Stante anche la normativa in materia di trasparenza amministrativa, gli utenti, quali destinatari del servizio e chiamati a sostenerne i costi, e tutti i cittadini sardi, quali “azionisti mediati” dell'Azienda, la cui titolarità è in capo a Regione ed Enti Locali, hanno pieno diritto di accedere ai conti di Abbanoa e valutarne la congruità.

 

Al momento, non avendo informazioni provenienti da fonti ufficiali, riservandoci una migliore valutazione a seguito dell'esame degli atti, contestiamo fermamente la “richiesta di prestito” della Regione Sardegna, i cui oneri gravebbero su tutti cittadini attraverso la fiscalità generale.

Riteniamo che il conguaglio, se in ipotesi effettivamente dovesse rivelarsi dovuto, poiché relativo a un periodo di diversi anni, dei quali i primi ormai prescritti, dovrebbe comunque essere dilazionato in un arco di tempo analogo a quello dei relativi consumi.

Ciò, trattandosi di una componente tariffaria, pur sopraggiunta, in base all'ordinamento vigente, a prescindere dal "prestito" della Regione, che comporterebbe per tutti noi solo ulteriori aggravi di costi.

 

 

ANTITRUST SANZIONA RYANAIR PER PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA.

VITTORIA DI FEDERCONSUMATORI DELLA SARDEGNA. ANTITRUST SANZIONA RYANAIR PER PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA..

Sanzione di 550.000 euro a carico della compagnia aerea Ryanar.
Questo è quanto deliberato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Una pratica portata avanti dalla sede Federconsumatori della Provincia di Cagliari.
Un ottimo risultato che inorgoglisce la nostra associazione.

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La compagnia è stata ritenuta responsabile dall'Antitrust di non "rendere disponibili canali alternativi di assistenza effettivi e meno gravosi", in relazione a diverse richieste di assistenza, in particolare:

- fornire informazioni circa l'assistenza speciale richiesta dai passeggeri a ridotta mobilità , ottenere l'assegnazione di un posto idoneo a bordo del velivolo e procedere al check - in online e alla stampa della carta di imbarco;

- scegliere un volo sostitutivo, diverso da quello proposto in sostituzione, a seguito di una variazione del piano di volo effettuata unilateralmente dal vettore;

- modificare la prenotazione effettuata, nei casi in cui la piattaforma web, non consente di apportare tale cambiamento in autonomia;

- utilizzare bonus di credito o voucher concessi dal vettore in seguito a disagi subiti dal passeggero;

- richiedere la fattura commerciale per il biglietto acquistato

- altre richieste di assistenza quali l'associazione di un passeggero minore di 16 anno ad una prenotazione esistente, l'emissione di fatture commerciali, la restituzione di somme erroneamente addebitate.

I rilevati profili di scorrettezza sono ulteriormente rafforzati da due aspetti costitutivi della pratica.
In primo luogo, l'estrema onerosità delle linee telefoniche dedicate all'assistenza dei passeggeri italiani e la difficoltà di accesso alle stesse numerazioni. Difficoltà che hanno costretto il passeggero a sostenere esborsi economici rilevanti, ma anche indotto a rinunciare ad esercitare il diritto o la facoltà attribuita.
Il vettore Ryanair ha di fatto imposto un onere economico aggiuntivo e non determinabile a priori, suscettibile di influenzare il comportamento economico del consumatore, mediante l'introduzione di un ostacolo idoneo a limitare e impedire il pieno ed effettivo esercizio di specifici diritti, in violazione degli artt. 20, 24 e 25 lett.d del Codice del Consumo.

Dietro prezzi vantaggiosi e offerte apparentemente convenienti, molto spesso si cela una mancata diligenza professionale.
Le innumerevoli richieste e segnalazioni, hanno finalmente avuto un responso positivo.

L' Associazione Federconsumatori della Sardegna, sarà sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei consumatori.

 

Abbanoa, legittimità del deposito cauzionale.

Facendo seguito a innumerevoli richieste di delucidazioni in merito al pagamento del Deposito Cauzionale, recapitato dalla società Abbanoa a tutte le famiglie, pubblichiamo giusto qualche precisazione.

 

Il Deposito Cauzionale è stato introdotto a seguito dell'approvazione della Delibera dell'AEEG (Autorità per l'energia elettrica, gas e il sistema Idrico) del 28 Febbraio 2013 – 86/2013/R/IDR.

Provvedimento rivolto a tutti i gestori operanti sul territorio nazionale.

In particolare, al fine di contribuire alla copertura di una parte del rischio di morosità del gestore e quale forma di tutela rispetto ad eventuali insolvenze.

 

Chi deve sostenere questo costo?

Il Deposito Cauzionale viene richiesto al momento della stipula del contratto di somministrazione. Mentre per i contratti già in essere al momento dell'entrata in vigore di codesta delibera, il gestore può trattenere a titolo di deposito cauzionale, effettuando i relativi conguagli, le somme versate dagli utenti finali prima dell’entrata in vigore del presente provvedimento a titolo di anticipo sui consumi o di garanzia.

Quindi il versamento deve essere effettuato non solo dai nuovi utenti, ma anche da coloro che già usufruiscono del servizio.

 

Il deposito cauzionale non può essere richiesto:

 

Agli utenti finali che dispongono della domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito, sempre che non si superi il consumo di 500 mc.

E altresì, non deve essere rivolto, agli utenti che usufruiscono di agevolazioni tariffarie.

 

Quando viene restituito?

 

Il deposito cauzionale deve essere restituito non oltre 30 giorni dalla cessazione degli effetti contrattuali.

La Federconsumatori Sardegna, contesta fermamente la modalità con cui tale provvedimento è stato applicato dalla Abbanoa S.p.A.

In particolare si censura la mancanza di una comunicazione chiara, intelligibile e precisa dalla quale potesse evincersi in maniera semplice, il reale motivo della richiesta di codesto versamento.

Gli utenti hanno la necessità ma, prima ancora, il diritto di capire la natura delle pretese di pagamento avanzate in loro danno.

Sarebbe stato dunque necessario, quantomeno, una previa lettera di spiegazione delle caratteristiche del Deposito Cauzionale, la diffusione di un comunicato attraverso tutti i canali di informazione, la messa a disposizione di un apposito servizio di informazioni.

L'Abbanoa S.p.A. attribuendo una connotazione “punitiva” al provvedimento, ha rappresentato una scarsa attenzione ai diritti della propria utenza e, in generale, anche nelle comunicazioni intervenute successivamente, un atteggiamento di scarsa fiducia nei consumatori sardi, che non trova alcun fondamento nei dati relativi alla morosità.

La Federconsumatori, in ogni caso, considerata la scarsa entità e la connotazione meramente cauzionale del deposito, consiglia a tutti gli utenti il puntuale pagamento della richiesta.

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