Abbanoa: Conguagli regolatori, lettera ai sindaci.

Da circa un mese stanno pervenendo a tutti gli utenti sardi fatture Abbanoa relative a partite pregresse, cosiddetti conguagli regolatori, per il periodo di consumi 2005-2011, calcolate in base ai consumi del 2012. Destinatari: tutti gli utenti attivi nel 2012.
La nostra associazione ritiene che tali pretese non siano legittime e, in vista della riunione dell'ANCI del 15 giugno, intende rappresentare ai Sindaci, quali siano le ragioni della nostra presa di posizione.


Cosa sono:


Si tratta di un conguaglio che consentirebbe al gestore di raggiungere l'equilibrio dei costi di esercizio per il periodo pregresso. Di fatto, un'integrazione del corrispettivo già pagato.

 


Autorità:


fino all'esercizio 2011 (anno 2012) ATO Sardegna, a partire dal 2012 AEEGSI

 


Riferimenti amministrativi:


Delibera ATO 18 – 2014 / Delibera AEEGSI 643-2013-R-IDR / Parere 53915 – 2015
AEEGSI

 


Criticità:

 

1. Violazione dell'irretroattività della tariffa. La normativa sul servizio idrico prevede che il corrispettivo tariffario sia determinato dall'autorità di riferimento (ATO fino al
2011 – AEEGSI dal 2012). I conguagli regolatori determinano un “adeguamento
tariffario” sul periodo pregresso e, pertanto, violano il principio di “irretroattività”.


2. Infondatezza della pretesa. Il corrispettivo è dovuto dal consumatore in ragione della quantità di acqua consumata. Il conguaglio, pertanto, pur ritenendo illegittima la tariffazione retroattiva, avrebbe dovuto essere imputato anno per anno e calcolato sugli effettivi mc consumati da ciascun utente. L'importo corretto avrebbe dovuto essere corrispondente alla seguente operazione: conguaglio per equilibrio di bilancio annuo diviso mc. distribuiti anno moltiplicato mc. consumati utente anno. Abbanoa ha calcolato gli importi in ragione dei consumi effettuati dall'utente nel
2012.


3. Prescrizione. Gli importi pretesi sono prescritti in quanto decorso il termine di cinque anni. Abbanoa è stata intempestiva nel chiedere all'Autorità la determinazione dei conguagli e nel procedere ad emettere le fatture, inviate tutte, peraltro, con lettera semplice. Trattandosi di “adeguamento tariffario” - prezzo verso fornitura - il termine da cui partire per il calcolo della prescrizione deve comunque essere quello in cui, come prevede il codice civile, è sorto il diritto, ossia dal momento in cui è stato erogato il servizio.


Casistica:


1. Utenti che hanno attivato l'utenza nel 2012, nulla potrebbe, comunque, essere preteso in quanto non avevano un servizio attivo nel periodo di riferimento.


2. Utenti che hanno attivato il servizio in un periodo compreso tra il 2005 e il 2011, se anche per assurdo dovesse essere riconosciuta la legittimità della tariffazione retroattiva, avrebbero dovuto pagare in ragione dei consumi effettivi per i soli anni in cui hanno goduto della fornitura. In ogni caso la pretesa sarebbe prescritta.


3. Utenti con fornitura attiva dal 2005, se anche per assurdo dovesse essere
riconosciuta la legittimità della tariffazione retroattiva, avrebbero dovuto pagare in ragione dei consumi effettivi. In ogni caso la pretesa sarebbe prescritta.


4. Utenti che hanno registrato consumi anomali/perdite occulte nel 2012, se anche per assurdo dovesse essere riconosciuta la legittimità della tariffazione retroattiva, avrebbero dovuto pagare in ragione dei consumi effettivi del periodo in cui hanno goduto della fornitura, limitatamente al periodo di riferimento del conguaglio(2005/2011). In ogni caso la pretesa sarebbe prescritta.


La Federconsumatori sta invitando gli utenti a ri fiutare il pagamento di questo ennesimo ingiusti ficato balzello, adottando tutte le iniziative che il nostro ordinamento consente a tutela dei consumatori. Oltre alla tutela individuale è, altresì, necessario attivare iniziative politiche che portino Abbanoa a desistere de finitivamente dalle richieste di pagamento.


Pur consapevoli delle difficoltà economiche di Abbanoa, tuttavia, non possiamo non contestare una pretesa assolutamente illegittima che, peraltro, con le modalità attraverso le quali è stata avanzata dal gestore del S.I.I., altro non è che un ennesimo intollerabile abuso in danno ai cittadini della Sardegna.


Per le ragioni su esposte, chiediamo a tutti i Sindaci, chiamati alla riunione ANCI del 15 giugno 2016, di prendere posizione in favore dei propri cittadini e condividere le iniziative avanzate da Federconsumatori.


Con fidando sulla Vostra pronta adesione alla battaglia di civiltà che sta interessando tutte le famiglie sarde, porgo
Cordiali Saluti

 

 

 

Andrea Pusceddu

(Presidente Federconsumatori Sardegna)

 

Conguagli regolatori, pretesa illegittima di Abbanoa S.p.A.

 

Federconsumatori della Sardegna, invita gli utenti del servizio idrico integrato a non pagare le bollette relative al conguaglio regolatore, emesso dalla S.p.A Abbanoa, sulla base dei consumi del 2012, per coprire i costi gestionali relativi agli anni 2005/2011.

Le fatture stanno pervenendo alle famiglie in questi giorni, si tratta di pretese non dovute, in quanto erroneamente calcolate dal gestore e perché, in ogni caso, prescritte.

L'importo medio, suddiviso in 8 rate con scadenza sino al 2019 o con pagamento in soluzione unica, è pari a circa 150 euro a famiglia.

Numerosi i casi in cui, nel 2012, alcune famiglie hanno riportato una media di consumi elevata a causa di perdite occulte o guasto del contatore, comportando, dunque, un esponenziale ingiustificato aumento dei costi richiesti a conguaglio.

Ciascun utente potrà rivolgersi ad una delle sedi Federconsumatori della Sardegna presenti nel territorio, per poter procedere in sede di reclamo alla contestazione del pagamento richiesto.

VADEMECUM CANONE RAI 2016

La legge di stabilità 2016, approvata il 22 dicembre scorso, stabilisce che il canone RAI si paga nella bolletta elettrica a partire dal 1 luglio 2016.
La stessa legge ha introdotto il concetto di presunzione del possesso di un apparecchio televisivo nel luogo dove risiede anagraficamente un soggetto, dove è attiva un’utenza di energia elettrica.
L’importo del canone Rai è di €100,00, detto importo verrà automaticamente addebitato sul contratto di energia elettrica nel luogo in cui il contribuente ha la propria residenza anagrafica.
Si specifica nella normativa che il pagamento del canone è dovuto solo per la prima casa ed una sola volta nella famiglia, a condizione che i coniugi e/o i figli siano tutti residenti nello stesso immobile.

Lo Stato presuppone, quindi, la presenza di almeno un apparecchio televisivo in ogni abitazione di residenza, pertanto qualora ricorra uno dei seguenti casi:

1. in nessuna delle abitazioni per le quali l’utente è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio televisivo da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica;
2. in nessuna abitazione per le quali l’utente è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio televisivo, da parte di alcun componente della stessa famiglia anagrafica, oltre a quello/i per cui è stata presentata la denuncia di cessazione dell’abbonamento radio televisivo per suggellamento;
3. un altro componente della famiglia anagrafica è intestatario di utenza di fornitura di energia elettrica (nel caso di due persone appartenenti alla stessa famiglia ma intestatarie di utenze separate);

al fine di non pagare il canone si dovrà presentare all’agenzia delle Entrate un’autocertificazione, valida per un anno.

L’autocertificazione può essere presentata anche dall’erede in relazione all’utenza intestata transitoriamente ad un soggetto deceduto.

 

L'Agenzia delle Entrate chiarisce che per famiglia anagrafica si intende quanto disposto dall'art. 4 del D.P.R. n°223/1989: un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora nello stesso comune.

La dichiarazione è presentata sotto la propria responsabilità e la non veridicità è punita ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia (artt. 75 e 76 del D.P.R. 445/2000).

 

La dichiarazione sostitutiva non deve essere presentata dai contribuenti che non sono titolari di un’utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale. Ad esempio, se nella stessa famiglia anagrafica un soggetto è titolare dell’utenza elettrica e un altro è il titolare dell’abbonamento Rai, il canone è addebitato solo sulla fattura per la fornitura di energia elettrica e si procederà alla voltura automatica dell'abbonamento nei confronti del titolare dell’utenza elettrica, senza la necessità di alcun adempimento a carico del vecchio abbonato.

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE AUTOCERTIFICAZIONE

L’agenzia delle Entrate ha stabilito le modalità di presentazione delle suddette autocertificazioni ed ha messo a disposizione dei cittadini i vari moduli on-line.

L’autocertificazione può essere presentata in via telematica mediante l’utilizzo di una specifica applicazione web disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando le credenziali fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia delle Entrate o tramite gli intermediari abilitati (es. CAF), di cui all’art. 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, appositamente delegati dal contribuente.

In alternativa la dichiarazione può essere trasmessa tramite il servizio postale con raccomandata senza busta insieme ad un valido documento d’identità all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1
S.A.T. – Sportello abbonamento tv – casella postale 22 – 10121 Torino.
La ricevuta della spedizione dovrà essere conservata per il termine di prescrizione decennale.

 

 


TERMINI E SCADENZE

Il termine per presentare l’autocertificazione scade il 30.04.2016 mentre per la trasmissione in via telematica scade il 10.05.2016 per avere effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2016.

La dichiarazione presentata a mezzo servizio postale dal 01.05.2016 ed entro il 30.06.2016 ed in via telematica dall’11.05.2016 al 30.06.2016 ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio-dicembre
2016.

La dichiarazione di non detenzione ha validità annuale e va presentata ogni anno nei termini sopra descritti

A partire dall'anno 2017 e successivi, la dichiarazione per aver effetto dal 1° gennaio di un dato anno di riferimento deve essere presentata dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento stesso.
La dichiarazione di non detenzione presentata dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno di un dato anno di riferimento ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio- dicembre del medesimo anno.

Ad esempio per l'anno 2017, la dichiarazione sostitutiva presentata dal 01.07.2016 ed entro il
31.01.2017 ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2017, se la dichiarazione è presentata dal
01.02.2017 al 30 giugno 2017 questa ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio-dicembre
2017.


ATTIVAZIONE DI NUOVA UTENZA

Nel caso di attivazione di nuova utenza di fornitura di energia elettrica residenziale da parte di soggetti che non siano già titolari di altra utenza residenziale nell’anno di attivazione, la dichiarazione sostitutiva di non detenzione va presentata entro la fine del mese successivo alla data di attivazione della fornitura per avere effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura stessa e fino al 31 dicembre del medesimo anno.

Si specifica che in via transitoria per l'anno 2016, per le nuove utenze attivate nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2016 la dichiarazione sostitutiva va presentata a mezzo del servizio postale entro il 30 aprile 2016 ed in via telematica entro il 10 maggio 2016 per avere effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura.

 

Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento

 

 

TUMORI: OK AL REGISTRO IN SARDEGNA, RAFFORZATA LA PRIVACY DEI PAZIENTI

Il Garante della privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di regolamento del Registro Tumori della Sardegna. Il testo, predisposto dalla Regione Sardegna, è uno dei primi in Italia che interviene a regolamentare i registri di patologia, in linea con la normativa nazionale, definendo le modalità di raccolta e trattamento dati anagrafici e sanitari delle persone affette da tumore e dei loro familiari, per finalità di studio e ricerca, nonché per una corretta stima epidemiologica ed economica della malattia.

La bozza di Regolamento, che già tiene conto di molte delle osservazioni del Garante, stabilisce, tra l’altro, quali dati contenuti nei registri delle tre macro aree individuate in Sardegna dovranno convergere al registro unico regionale e stabilisce l’obbligo di informare i pazienti riguardo all’uso che verrà fatto dei loro dati sensibili. Il Regolamento prevede inoltre l’adozione di particolari cautele a protezione dei dati dei malati (come, ad esempio, la “pseudonimizzazione” al fine di non rendere le informazioni personali immediatamente riconducibili al singolo malato), così come l’implementazione di misure organizzative e accorgimenti tecnici idonei a garantire la sicurezza delle informazioni.

Nel dare il suo parere, l’Autorità ha comunque chiesto ulteriori perfezionamenti del testo, come la previsione che la titolarità del trattamento dei dati del registro dei tumori non sia riferibile alla Regione Sardegna in quanto tale, ma all’Osservatorio epidemiologico regionale, lo specifico organo incaricato per legge del perseguimento degli scopi scientifici e di valutazione dell’assistenza sanitaria. In questo modo solo gli operatori dell’Osservatorio potranno trattare i dati sulle neoplasie dei singoli pazienti, mentre gli altri organi o uffici della Regione potranno consultare solo dati aggregati e anonimi. Tra le nuove misure indicate dall’Autorità, anche al fine di rafforzare la sicurezza informatica del registro, c’è l’utilizzo di meccanismi di “autenticazione forte” per consentire l’accesso ai dati da parte del personale incaricato, nonché la previsione che i dati anagrafici dei pazienti siano conservati separatamente da quelli sanitari.

La necessità di garantire la riservatezza e l’integrità dei dati sensibili raccolti in queste banche dati è stata ribadita di recente dal Presidente Soro nel corso dell’Audizione sulle proposte di legge recanti "Istituzione e disciplina del Registro nazionale e dei registri regionali dei tumori” presso la Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati. In questa occasione, il Presidente ha rimarcato l’importanza “di tracciare l'equilibrio migliore tra esigenze di analisi epidemiologica (che in ultima analisi significa diritto alla salute) e diritto alla protezione dei dati personali dei pazienti” ed evidenziato che “la perdita, la sottrazione, l'alterazione, l'abuso di un dato sanitario rende vulnerabili banche dati essenziali e, insieme, viola quanto di più intimo e privato vi è nella persona: ne tocca la dignità”. “La carente sicurezza dei dati - ha aggiunto Soro - può rappresentare, in altri termini, una causa di malasanità; e la protezione dei dati personali, per converso, rappresenta un fattore determinante di efficienza sanitaria”.

 

Acqua: Abbanoa ed Acea chiedono ed ottengono dal Ministero del Tesoro la possibilità di riscuotere i crediti con iscrizione a ruolo. Gravissimi i risvolti per i cittadini.

Un provvedimento inaccettabile quello del Ministero del Tesoro che ha acconsentito alle richieste di alcune aziende del servizio idrico, Acea ed Abbanoa in primis, che hanno ottenuto l'autorizzazione alla riscossione dei crediti con iscrizione a ruolo.

Questo, tradotto, significa che Equitalia potrà disporre fermi amministrativi a fronte di morosità nel servizio idrico. Sorge spontanea la domanda... Ma il servizio idrico non era un bene pubblico essenziale?

Non dovrebbe essere universalmente garantito?

Questo significa che la sospensione del servizio e mezzi aggressivi del recupero crediti dovrebbero essere banditi quando si tratta di beni essenziali e vitali come l'acqua o l'energia.

Tale provvedimento, inoltre, scoperchia un vero e proprio vaso di Pandora. I risvolti della riscossione, infatti, sono innumerevoli e andranno a peggiorare le condizioni di famiglie già in profonda crisi. Non dimentichiamo che si parla di aziende che operano in un territorio profondamente disagiato come la Sardegna (nel caso di Abbanoa) e fortemente intaccato dalla crisi economica (nel caso del Lazio con Acea).

Dall'altro lato si svela una profonda iniquità: mentre si dà il via libera alla riscossione dei crediti con iscrizione a ruolo, dall'altro lato si assiste ad intollerabili esitazioni e ritardi nella definizione del Bonus Idrico, provvedimento quanto mai necessario ed urgente vista la situazione di grave difficoltà in cui si trovano molte famiglie che non riescono a sostenere nemmeno i costi dell'acqua.

A fronte di questo provvedimento, che riteniamo gravissimo, Federconsumatori Nazionale, insieme alle strutture della Sardegna e del Lazio, presenteranno un ricorso al Tar per far in modo che venga cancellata questa intollerabile misura.

 

 

Federconsumatori Sardegna

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