Nuova normativa privacy 2018

A breve sarà obbligatorio adeguarsi alle nuove direttive dell' unione Europea per quanto riguarda la privacy. Ma da quando?

Il nuovo regolamento è già in vigore dal 25 maggio. Il nuovo regolamento riguarda la protezione dei dati personali delle persone fisiche e della loro circolazione. Coloro che si ritrovano a maneggiare dati personali, come società di telefonia, pubbliche amministrazioni, aziende di vario tipo, dovranno far sottoscrivere ai propri utenti un contratto in cui sono contenuti i loro dati personali.

I cambiamenti riguardano una maggiore sicurezza nel trattare i dati e quindi più responsabilità da parte di queste aziende, stabilendo nuovi criteri e sanzioni più rigorose in caso di inadempimenti, ovvero violazione di questi dati personali.

Il regolamento andrà a sostituire il codice della privacy che andrà ad introdurre una legislazione in materia di privacy uniforme e valida in tutta l' unione Europea.

La nuova normativa contiene cambiamenti per quanto riguarda un solido cambiamento della protezione del diritto di riservatezza delle persone fisiche, prevederà l' introduzione di un nuovo concetto, quello della scadenza dei dati, quindi nel momento in cui una pubblica amministrazione o azienda entra in possesso dei nostri dati, questi non rimarranno a loro per sempre.

Inoltre dovrà essere specificato quale dato sensibile verrà usato e per cosa, altrimenti risulterà un atto illecito.

Lo scopo della normativa in fine è quella di garantire l'utilizzo di questi dati mediante il consenso, garantire una certa programmazione e cioè certificare la modalità di trattamento dei dati, e soprattutto dare protezione di questi.

Ma non temete, verrà data la possibilità di revocare in ogni momento il consenso, e grazie al "data breach" la possibilità di comunicare eventuali violazioni del trattamento dei dati al Garante nazionale.

 

Viola Coa

Abbanoa, conguagli regolatori non dovuti: Il Giudice di Pace accoglie le richieste di Federconsumatori

Con due importanti e recenti Sentenze, la prima del 04 aprile 2018 e la seconda del 20 aprile 2018, il Giudice di Pace di Cagliari, Dott. V. Abate, ha deciso che i "conguagli regolatori" richiesti da Abbanoa non sono dovuti.
Il Giudice ha infatti rigettato l'eccezione preliminare e pregiudiziale di difetto di giurisdizione del Giudice Ordinario sollevata da Abbanoa ed ha accolto integralmente le domande presentate dagli utenti, difesi e reppresentati dagli Avv. Massimiliano Murgia e Romina Tore, volte a far dichiarare l'illegittimità della pretesa e la non debenza delle somme pretese da Abbanoa.
E' stata riconosciuta l’illegittimità dell’introduzione di una tariffa integrativa correlata a consumi già effettuati negli anni precedenti sulla base di una valutazione delle passività risultanti dagli anni passati, sia per la violazione del principio di irretroattività degli atti amministrativi, derogabile solo per legge; sia per la violazione dei principi posti a fondamento del rapporto negoziale, e in particolare del principio di affidamento e della regola della buona fede nell’esecuzione del contratto, nella misura in cui Abbanoa ha posto in essere una modifica unilaterale del corrispettivo pattuito o comunque previsto al momento della somministrazione con riferimento a forniture già effettuate.
Fondata è stata ritenuta altresì l'eccezione di intervenuta prescrizione del diritto di credito avverso sollevata dagli attori.
Sono attualmente pendenti, nanti l'autorità giudiziaria, nei confronti di Abbanoa, diversi altri procedimenti, prossimi alla definizione, anch'essi promossi nell'interessi dei consumatori-utenti, volti a far dichiarare l'illegittimità dei "conguagli regolatori" richiesti da Abbanoa.
Le predette pronunce confermano la tesi sostenuta da sempre dalla nostra associazione che ha seguito e difeso gli stessi utenti nella fase stragiudiziale delle vertenze poi approdate nanti l'Autorità Giudiziaria.

 

730/2018: Quali saranno i nuovi dati da inserire nel modello?

Sono stati pubblicati dall' Agenzia delle Entrate le istruzioni per la compilazione del Modello 730/2018.

Vediamo subito quali sono le novità.

Innanzitutto la scadenza, relativa ai redditi percepiti del 2017 la scadenza è fissata per il 23 luglio sia per si avvale dell’utilizzo della dichiarazione precompilata online dall’Agenzia delle Entrate che per chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite CAF o intermediari abilitati.

Invece fino allo scorso anno la scadenza era fissata al 7 luglio.

Le detrazioni, da richiedere sono un altro cambiamento, in quanto tra queste il nuovo limite per le detrazioni delle spese scolastiche che passa da 564 euro a 717 euro.

Per quanto riguarda le spese sostenute nel 2018 tra quelle da scaricare, arriva il bonus riguardante gli abbonamenti per i mezzi pubblici. Si potrà portare in detrazione del 19% Irpef dalla dichiarazione dei redditi con un massimo di 250 euro di spesa che sia sostenuta direttamente o dai familiari.

Sotto il punto di vista eco nel 2018 verrà introdotto il bonus verde per la cura di giardini e terrazze, per edifici privati e condomini. L' importo massimo che potrà essere detratto è 5000 euro.

Un' altra novità che troveremo sempre in questo ambito è l' Ecobonus, la detrazione fiscale su lavori volti al risparmio energetico. Lo sconto Irpef potrà arrivare fino all’85%. L' Ecobonus e il Sisma bonus, cioè Il bonus per la riduzione del rischio sismico con detrazione che potrà arrivare fino all’85%della spesa sostenuta per lavori in parti comuni di edifici condominiali nel caso in cui la ristrutturazione comporti anche un miglioramento delle prestazioni energetiche, saranno cumilabili in un maxi bonus.

Non sarà più possibile, invece, beneficiare del bonus mobili giovani coppie, non prorogato per il 2017 e che quindi poteva essere fruito esclusivamente per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2016.

 

Viola Coa

Mutuo: Tasso fisso e tasso variabile.

Coloro che si apprestano a fare investimenti cospicui e importanti, come l’acquisto di una casa, la ristrutturazione della stessa o l’acquisto di fabbricati per avviare un’attività lavorativa, scelgono di sottoscrivere un contratto di mutuo. È necessario a tal ragione tenersi informati il più possibile, soprattutto riguardo alle diverse tipologie esistenti, ma anche, ai tassi fissi e variabili a cui sono soggetti.
Numerosi siti on line offrono delle piattaforme in cui sia possibile valutare, in base alla somma che si voglia richiedere e al reddito di cui si dispone, quale sia il mutuo con i diversi tassi più adatto alle proprie necessità. Ma per essere maggiormente consapevoli di ciò che viene proposto è utile sapere alcune definizioni, differenze e ultime notizie sui tassi fissi e variabili, poiché rappresentano la determinante della scelta finale del mutuatario.
Il tasso fisso è la formula per la quale i tassi di interesse, dovuti al mutuante, ovvero l’istituto di credito, vengono determinati nel momento in cui il contratto di mutuo viene sottoscritto e restano tali per tutta la durata dello stesso. I mutui a tasso fisso sono consigliati quando il tasso è inferiore o uguale al 4% o quando non si discosti molto dal tasso variabile, soprattutto a coloro che possiedono un reddito fisso o a coloro che vogliano rate stabili per tutta la durata del mutuo, in modo tale da poter conoscere l’ammontare complessivo del proprio debito.
Il tasso variabile, invece, viene stabilito anch’esso nel momento della sottoscrizione del contratto di mutuo, ma a differenza del tasso fisso, la rata del mutuo a tasso variabile può subire delle variazioni in base all’oscillazione dei prezzi nel mercato. I mutui a tasso variabile sono, di norma, soggetti a tassi di interesse inferiori a quelli a tasso fisso, non risultando mai superiori al 4%. La scelta del mutuo a tasso variabile è consigliato qualora si preveda una diminuzione del costo del denaro, ovvero un calo dell’inflazione, a coloro che hanno un reddito mediamente alto e che siano più propensi al rischio.
Nell’ultimo anno, i tassi, sia variabili, sia fissi, hanno raggiunto i minimi assoluti, considerando che il costo minimo del denaro ha schiacciato il livello dei tassi di finanziamento. A Ottobre del 2017, infatti, il tasso variabile era vicino all’1%, mentre il tasso fisso si aggirava intorno al 2%. Di conseguenza tantissime banche hanno proposto offerte molto interessanti, riproponendo i finanziamenti maxi, ovvero quelli che danno una copertura superiore al 80% del capitale.
Bassi tassi di interesse sono previsti fino alla primavera del 2019, quando con molta probabilità il prezzo del denaro tenderà a salire. Per cui, nel caso in cui si scelga oggi l’apertura di un mutuo, è fondamentale che il mutuatario sia consapevole della scelta, in considerazione di un prossimo innalzamento del costo del denaro e, quindi, dell’aumento dei tassi di finanziamento. Gli esperti nel settore spiegano che la scelta si fonda sulla scarsa differenza tra i livelli dei tassi variabile e fisso, ovvero scegliere nel 2018 e fino ai prime mesi del 2019 un mutuo a tasso variabile non garantisce un risparmio sulle rate. Per questa ragione, infatti, moltissime persone stanno scegliendo mutui a tasso fisso, i quali nonostante abbiano un costo lievemente superiore ai mutui a tasso variabile, offrono una sicurezza maggiore nel caso in cui vi siano oscillazione dei prezzi del mercato.
Il direttore marketing di Mutui Online afferma che il tasso fisso attuale è un assicurazione a basso costo, soprattutto quando l’importo del mutuo che si chiede alle banche è alto. Questo perché, scegliendo un mutuo a tasso variabile per importi superiori agli 80mila euro, comporterebbe che il periodo di tempo che dovrà trascorrere prima della restituzione del debito sia abbastanza ampio, quindi vi sarà un rischio maggiore, ovvero la possibilità che i tassi di interesse siano trascinati dalle oscillazioni del mercato. Quando invece il mutuo è relativamente basso, il debito sarà sicuramente estinto in un periodo di tempo abbastanza breve, per cui il rischio ad esporsi ad un rialzo dei prezzi sarà minimo; di conseguenza scegliere, in questo caso, un mutuo a tasso variabile sarebbe più conveniente.
Bisogna tenere a mente, però, che oltre ai tassi base (fissi o variabili) a cui sono soggetti i mutui, nel computo della rata viene calcolato anche lo spread, ovvero il tasso che stabilisce il rendimento della banca. Questo tasso è più basso quando il mutuo richiesto abbia una breve durata, di conseguenza i mutui di importi contenuti, poiché solvibili in breve tempo, sono più convenienti anche in considerazione dello spread, ma questo dipenderà dalla causa dell’investimento che il soggetto vorrà fare.

 

Raffaela Mereu

 

La riforma della rete ospedaliera della Sardegna

Con un totale di 30 voti favorevoli, 20 contrari e tre astenuti, lo scorso 25 ottobre il Consiglio Regionale ha approvato il nuovo testo che riorganizza la rete ospedaliera della Sardegna.
Le principali novità che interesseranno l’intero assetto ospedaliero sardo, in conformità con gli standard stabiliti dal decreto ministeriale n. 70 del 2 aprile 2015, riguardano il numero di posti letto e il riordino dell’offerta assistenziale.
La riforma prevede un calo da 4905 posti letto pubblici a 4643 (di cui 4101 per acuti e 542 per post acuti), mentre i posti letto negli ospedali privati salgono a quota 1147.
Si tratta di una riforma che, oltre ad essere improntata sulla sicurezza delle cure e sulla qualità e specializzazione dell’assistenza sanitaria, adotta un sistema chiamato “Hub and Spoke”. Infatti, l’assistenza ad alta complessità e specializzazione verrà affidata a due centri d’eccellenza (Hub): l’Azienda Brotzu di Cagliari e l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari, i quali opereranno come i due centri principali dell’Isola in grado di garantire servizi fondamentali di emergenza, accettazione e cardiochirurgia.
Accanto questi due Hub, denominati Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di secondo livello (DEA), vi è anche l’ospedale San Francesco di Nuoro che da DEA di primo livello rinforzato è stato elevato al grado di DEA con servizi di secondo livello, per la presenza di un Breast Unit (centro di senologia) e uno Stroke Unit (centro per la cura degli ictus).
Immaginando la nuova rete ospedaliera costruita come un sistema piramidale, immediatamente sotto i due Hub di Cagliari e Sassari, vi sono i DEA di primo livello.
Nel Sud Sardegna, opereranno in collegamento con l’Azienda Brotzu di Cagliari il Policlinico Universitario di Monserrato, l’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, il Sirai di Carbonia con il Santa Barbara di Iglesias, il Nostra Signora di Bonaria di San Gavino, l’ospedale San Martino di Oristano e il Nostra Signora della Mercede di Lanusei.
Sono stati riconosciuti come DEA di primo livello, direttamente collegati all’Aou di Sassari, gli ospedali Giovanni Paolo II di Olbia, il Paolo Dettori di Tempio insieme agli ospedali di Alghero e Ozieri.
La riforma tiene conto anche delle caratteristiche territoriali e di collegamento dei presidi ospedalieri cosiddetti di zona disagiata, mantenendo i servizi di pronto soccorso, medicina generale, radiologia e chirurgia nelle strutture ospedaliere di Bosa, Isili, Muravera, Sorgono e La Maddalena. In particolare, la riforma ha mantenuto salvo il punto nascita del Paolo Merlo de La Maddalena (al centro di un lungo dibattito nei mesi scorsi per una sua possibile dismissione), potenziando i servizi con l’aggiunta di 3 posti letto nel reparto pediatrico e di una camera iperbarica.

Valentina Milia

Federconsumatori Sardegna

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