Mutuo: Tasso fisso e tasso variabile.

Coloro che si apprestano a fare investimenti cospicui e importanti, come l’acquisto di una casa, la ristrutturazione della stessa o l’acquisto di fabbricati per avviare un’attività lavorativa, scelgono di sottoscrivere un contratto di mutuo. È necessario a tal ragione tenersi informati il più possibile, soprattutto riguardo alle diverse tipologie esistenti, ma anche, ai tassi fissi e variabili a cui sono soggetti.
Numerosi siti on line offrono delle piattaforme in cui sia possibile valutare, in base alla somma che si voglia richiedere e al reddito di cui si dispone, quale sia il mutuo con i diversi tassi più adatto alle proprie necessità. Ma per essere maggiormente consapevoli di ciò che viene proposto è utile sapere alcune definizioni, differenze e ultime notizie sui tassi fissi e variabili, poiché rappresentano la determinante della scelta finale del mutuatario.
Il tasso fisso è la formula per la quale i tassi di interesse, dovuti al mutuante, ovvero l’istituto di credito, vengono determinati nel momento in cui il contratto di mutuo viene sottoscritto e restano tali per tutta la durata dello stesso. I mutui a tasso fisso sono consigliati quando il tasso è inferiore o uguale al 4% o quando non si discosti molto dal tasso variabile, soprattutto a coloro che possiedono un reddito fisso o a coloro che vogliano rate stabili per tutta la durata del mutuo, in modo tale da poter conoscere l’ammontare complessivo del proprio debito.
Il tasso variabile, invece, viene stabilito anch’esso nel momento della sottoscrizione del contratto di mutuo, ma a differenza del tasso fisso, la rata del mutuo a tasso variabile può subire delle variazioni in base all’oscillazione dei prezzi nel mercato. I mutui a tasso variabile sono, di norma, soggetti a tassi di interesse inferiori a quelli a tasso fisso, non risultando mai superiori al 4%. La scelta del mutuo a tasso variabile è consigliato qualora si preveda una diminuzione del costo del denaro, ovvero un calo dell’inflazione, a coloro che hanno un reddito mediamente alto e che siano più propensi al rischio.
Nell’ultimo anno, i tassi, sia variabili, sia fissi, hanno raggiunto i minimi assoluti, considerando che il costo minimo del denaro ha schiacciato il livello dei tassi di finanziamento. A Ottobre del 2017, infatti, il tasso variabile era vicino all’1%, mentre il tasso fisso si aggirava intorno al 2%. Di conseguenza tantissime banche hanno proposto offerte molto interessanti, riproponendo i finanziamenti maxi, ovvero quelli che danno una copertura superiore al 80% del capitale.
Bassi tassi di interesse sono previsti fino alla primavera del 2019, quando con molta probabilità il prezzo del denaro tenderà a salire. Per cui, nel caso in cui si scelga oggi l’apertura di un mutuo, è fondamentale che il mutuatario sia consapevole della scelta, in considerazione di un prossimo innalzamento del costo del denaro e, quindi, dell’aumento dei tassi di finanziamento. Gli esperti nel settore spiegano che la scelta si fonda sulla scarsa differenza tra i livelli dei tassi variabile e fisso, ovvero scegliere nel 2018 e fino ai prime mesi del 2019 un mutuo a tasso variabile non garantisce un risparmio sulle rate. Per questa ragione, infatti, moltissime persone stanno scegliendo mutui a tasso fisso, i quali nonostante abbiano un costo lievemente superiore ai mutui a tasso variabile, offrono una sicurezza maggiore nel caso in cui vi siano oscillazione dei prezzi del mercato.
Il direttore marketing di Mutui Online afferma che il tasso fisso attuale è un assicurazione a basso costo, soprattutto quando l’importo del mutuo che si chiede alle banche è alto. Questo perché, scegliendo un mutuo a tasso variabile per importi superiori agli 80mila euro, comporterebbe che il periodo di tempo che dovrà trascorrere prima della restituzione del debito sia abbastanza ampio, quindi vi sarà un rischio maggiore, ovvero la possibilità che i tassi di interesse siano trascinati dalle oscillazioni del mercato. Quando invece il mutuo è relativamente basso, il debito sarà sicuramente estinto in un periodo di tempo abbastanza breve, per cui il rischio ad esporsi ad un rialzo dei prezzi sarà minimo; di conseguenza scegliere, in questo caso, un mutuo a tasso variabile sarebbe più conveniente.
Bisogna tenere a mente, però, che oltre ai tassi base (fissi o variabili) a cui sono soggetti i mutui, nel computo della rata viene calcolato anche lo spread, ovvero il tasso che stabilisce il rendimento della banca. Questo tasso è più basso quando il mutuo richiesto abbia una breve durata, di conseguenza i mutui di importi contenuti, poiché solvibili in breve tempo, sono più convenienti anche in considerazione dello spread, ma questo dipenderà dalla causa dell’investimento che il soggetto vorrà fare.

 

Raffaela Mereu

 

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