La verità sugli aumenti dell’energia

Risale alla fine del 2017 il comunicato stampa dell’Autorità Garante per l’Energia Elettrica, il Gas e il sistema idrico, che illustra il cambiamento dei prezzi dell’energia.
Dal primo trimestre del 2018, nel quale le famiglie registreranno un aumento pari al 5.3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle del gas, ovvero un aumento circa 80 Euro. L’Autorità precisa che l’aumento dei prezzi, oltre ad essere previsto dall’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela, è imputabile a numerosi fattori: la ripresa dei consumi, che determina una maggiore domanda della fornitura di energia, la minore disponibilità di energia importata dalla Francia, un’inefficienza nel sistema di transito dell’elettricità (nonostante in bolletta siano compresi i costi per la manutenzione della rete) principalmente nel Sud-Italia, ma anche la diminuzione della produzione nazionale di energia idroelettrica che deve essere quindi sostituita dalla produzione delle centrali a gas, ben più onerosa .
Tutti questi fattori in concomitanza comportano una crescita dei prezzi di approvvigionamento dell’energia, quindi un aumento del prezzo all’ingrosso della materia prima.
Questo aumento comprende ed è influenzato anche dai prezzi di dispacciamento, ovvero la gestione dei flussi dell’energia che non potendo essere immagazzinata necessita di una produzione che garantisca un equilibrio tra domanda e offerta così da garantire la continuità del servizio di fornitura.
Da non sottovalutare anche l’impatto delle agevolazioni per le industrie manifatturiere energivore. In parole povere, le grosse aziende (circa 2800) che consumano grandi quantità di energia, hanno ottenuto uno “sconto” di oltre un miliardo di euro sull’energia da parte del Governo. Questa agevolazione, insieme agli incentivi alle fonti rinnovabili incidono sui cosiddetti oneri di sistema, che dovranno essere compensati necessariamente dalla spesa dei cittadini.
Anche il prossimo anno sono previsti sensibili aumenti sulla spesa annua delle famiglie.
Da gennaio 2019 entreranno infatti in vigore nuove tariffe progressive, che se da un lato mirano a favorire il consumo di energia elettrica rispetto ai combustibili fossili, finiranno anche per penalizzare i cittadini che presentano consumi sensibilmente inferiori rispetto alle grandi imprese.
Come affermato dall’ Autorità: «L’attuazione del terzo step della riforma tariffaria per i clienti domestici del settore energetico comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione». Chi consuma poco (ovvero le famiglie) pagherà di più, mentre chi consuma di più otterrà un risparmio nella spesa per l’energia, per i cittadini la crescita della bolletta potrà dunque raggiungere il 46% nel prossimo anno.
BONUS ENERGIA
In previsione di questi aumenti sarà importante sapere che esiste la possibilità di usufruire di un’agevolazione sulle bollette di energia elettrica e gas naturale, dedicata alle famiglie in condizioni economiche non favorevoli.
Per usufruirne basta compilare un apposito modulo di domanda Bonus energia elettrica da presentare presso il Comune di residenza o al CAF, se si possiedono i requisiti necessari, ovvero: essere intestatari di un contratto di fornitura elettrica per la sola abitazione di residenza,  avere un indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro a partire dal 1° gennaio 2017, mentre nel caso di nucleo familiare con più di 3 figli a carico, l’ ISEE non deve essere superiore a 20.000 euro.Ogni nucleo famigliare, che abbia i requisiti  può richiedere per disagio economico sia il bonus per la fornitura elettrica che per la fornitura gas.
Se in casa vive un soggetto in gravi condizioni di salute che possiede i requisiti per il bonus per disagio fisico, la famiglia può richiedere anche questa agevolazione.
Tutte le informazioni nel dettaglio si possono trovare sul sito internet dell’Autorità Garante per l’Energia: www.arera.it.


PAGHEREMO PER I MOROSI? ATTENZIONE ALLE BUFALE!
Attenzione però alle notizie false e ingannevoli, e attenzione alle catene di Sant’Antonio che proprio in questo periodo girano su WhatsApp. Se è vero che ci saranno degli aumenti, non pagheremo le bollette al posto di chi non le ha pagate, ma i consumatori pagheranno sono una piccola parte riferita agli oneri di sistema. Secondo la delibera approvata qualche giorno fa dall’Arera, i distributori potranno recuperare alcuni crediti per mezzo delle prossime bollette dei consumatori. L’aumento non riguarderebbe quindi i consumi, bensì andrebbero a riversarsi su un’altra voce in bolletta compresa negli oneri generali di sistema. Il denaro recuperato non andrà quindi al gestore che vende l’energia, ma alle stesse imprese di distribuzione, che non vedendosi pagati i propri crediti interrompono il flusso di energia costringendo le imprese venditrici a chiudere.
Peraltro l’ARERA ha già precisato che gli aumenti saranno irrisori e non li vedremo addebitati in bolletta per almeno un anno.

Eleonora Angius

 

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