Le truffe alle Assicurazioni

 Il fenomeno delle frodi assicurative è molto aumentato in Italia negli ultimi anni.
Secondo gli ultimi dati dell'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che si riferiscono al 2014, sono Campania, Calabria e Puglia, le regioni dove si sono registrati più "incidenti sospetti". In Campania, su oltre 220.000 sinistri denunciati alle assicurazioni, quelli a rischio frode sono stati oltre 99500, ben oltre il 43%.
Finti incidenti e aumento dell'entità dei danni sono solo alcune delle tipologie di frodi ai danni delle assicurazioni.
Molto diffuso è il tamponamento a 3 veicoli per ottenere un doppio risarcimento, ma si tratta dell'ipotesi in cui le imprese alzano il livello di guardia e si avvalgono di investigatori esperti per stanare i truffatori. Sono anche altri i casi di incidenti potenzialmente falsi, messi in opera attraverso il furto d'identità o di targa. In queste ipotesi il soggetto responsabile del sinistro dichiara di non avere incidenti alle spalle. Non sono rari anche i casi in cui la vittima di furto d'identità, risulta proprietario di più veicoli. C'è anche chi trasferisce la propria residenza altrove in modo fittizio per risparmiare su assicurazione auto, e sono alte le percentuali di cittadini del sud che dichiarano di vivere al Nord per pagare meno.

Le truffe alle assicurazioni sui risarcimenti per incidenti stradali possono essere denunciate da entrambe le compagnie interessate: sia da quella del danneggiato (che con la procedura del risarcimento diretto lo liquida direttamente) sia da quella che copre il responsabile del sinistro (che resta l’impresa obbligata a risarcire e per questo è debitrice dell’altra assicurazione). Affermando questo principio (con la sentenza 24075), la Cassazione di fatto incentiva una pratica storicamente poco amata dalle compagnie: querelare chi tenta di lucrare sui risarcimenti, gonfiando l’entità dei danni o addirittura inventando falsi sinistri.
La Cassazione ricorda che - per giurisprudenza consolidata - l’articolo 120 del Codice penale «attribuisce il diritto di querela ad “ogni persona offesa dal reato”, per tale dovendosi intendere il soggetto titolare dell’interesse direttamente protetto dalla norma penale». Ciò implica che «possono coesistere più soggetti passivi di un medesimo reato».
In questo caso il reato è la truffa assicurativa, previsto dall’articolo 642 del Codice penale. La Cassazione lo definisce «plurioffensivo» e «a consumazione anticipata», perché lo si commette denunciando il falso sinistro, dunque prima che si manifesti l’ingiusto depauperamento del patrimonio delle assicurazioni chiamate a risarcire il presunto danno.
Visto che nella procedura di risarcimento diretto (prevista dagli articoli 149 e 150 del Codice delle assicurazioni) la denuncia non viene presentata alla compagnia obbligata ma a quella del danneggiato, anche quest’ultima è legittimata a presentare la querela contro il presunto truffatore.
Secondo la Corte, non conta il fatto che poi questa compagnia venga rimborsata dall’altra: la compensazione «non tiene affatto conto dei costi di apertura e gestione della pratica di sinistro, nonché delle relative attività istruttorie che restano a completo carico della gestionaria». Inoltre, per legge, la compensazione avviene a forfait, quindi è a maggior ragione slegata dall’effettiva entità dell’esborso sopportato dalla compagnia che ha materialmente erogato la liquidazione.

A questo proposito, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito, c’è da dire che nel testo del Ddl concorrenza aggiornato con l’ultimo maxiemendamento governativo approvato c’è anche la possibilità per le compagnie di bloccare l’erogazione anche solo per il semplice sospetto che ci sia una truffa.

 

Dorothy Porcu.

Federconsumatori Sardegna

Viale Monastir 15

09122, Cagliari

070.2797270

sportello.cagliari@gmail.com

federconsardegna@gmail.com

Orari

Riceviamo previo appuntamento

tel. 070.2797270

dal lunedì al venerdì

dalle 9:00 alle 13:00

dalle 16:00 alle 19:00

Mappa